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martedì 17 dicembre 2013

Il Chili, Bachelet e le ricettine veloci di Ransie la Strega

Vince Michelle Bachelet anche se l'astensionismo raggiunge vette da record ma il fatto che la strada del cambiamento in Cile passi per le donne non è un caso ed è senz'altro una ulteriore buona notizia da cui prendere spunto per una riflessione politica. Il Cile non è l'Italia, la Bachelet non è Renzi che a sua volta non è neanche una donna ma al massimo Ransie la Strega. Non solo, la differenza tra Italia e Cile la fa anche e soprattutto l'Europa, la cieca fedeltà alla NATO e all'interno, la deriva (non più neo ma oramai vetero-liberista) del centro-sinistra da noi. Ransie (Renzi) infatti ha l'unica missione (da Strega appunto) di rovinare con le sue "ricettine veloci" anche ciò che rimane del partito socialista europeo e utilizzarne la distorsione politica per "americanizzare" l'Europa e l'Italia in senso costituzionale (bipolarismo assoluto, presidenzialismo, etc.). Inoltre, tornando a Renzi quale neo-segretario del PD in Italia, non in nome ma per conto dei suoi mandanti (Marchionne e Confindustria), dopo aver avallato e promosso (e già promesso..) riforme del lavoro in stile Monti, Letta, Fornero & Co. e che finiranno anche di spaccare la CGIL, perderà di nuovo le elezioni quando invece le destre italiane, raccogliendo anche i frutti di questa lettiana e renziana semina, arriveranno ad oltre il 40% (Lega, Forza Italia, Nuovo Centro Destra e La Destra) poichè ovviamente, si riuniranno di nuovo dopo aver preso indietro, oltre quelli di Alfano e Monti, anche i voti poulisti che Grillo (e ultimamente i forconi di Mafia e Casa Pound) hanno tenuto in caldo per loro (Casaleggio docet). Riascolteremo allora le lacrime di coccodrillo e la solita opposizione fantoccio di PD, Repubblica e compagnia bella. Altro che Cile e arditi parallelismi.. Non è affatto “certa sinistra estrema italiana" come qualcuno la definisce, ad essere poco pragmatica e troppo radicale anzi, una politica sindacale univoca ed inequivocabile, posizioni più nette e chiare sui grandi temi del lavoro, dell'Europa dei cittadini, sull'ambiente e la cultura, ritengo gioverebbero non solo alla causa delle solite tartassate e vituperate classi sociali ma anche in termini di consenso, alla coagulazione di quegli elettori perduti tra grillismo e astensionismo, soprattutto tra i movimenti (acqua pubblica, diritto alla casa, usb e scuola per esempio). Ecco dove potremmo e secondo me dovremmo recuperare credito e fiducia, non cercando addizioni di simboli ed etichette che (come accaduto con la Federazione della Sinistra e malamente con Rivoluzione Civile) servirebbero soltanto a sommare gli "zerovirgola". Per incidere serve una spinta dal basso che bisogna essere in grado di rappresentare, attraverso programmi e scelte chiare e comprensibili che anche le altre sigle a sx del PD devono sottoscrivere e contribuire a sostenere, assumendosene la responsabilità dell'accettazione o del rifiuto di fronte ai loro elettori.

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